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Lingua hindī
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La mwbglingua hindīcite-ref-1[1]cite-ref-2[2] (/ˈindi/cite-ref-3[3]; nome nativo mwfaहिन्दी o mwfqहिंदी in mwfgdevanagari, mwfwAFI [hɪnd̪iː]) è una mwgqlingua, o un mwggcontinuum dialettale di lingue, del mwgwsubcontinente indiano, ed è parlata soprattutto nell'mwhaIndia settentrionale e centrale. Fa parte delle mwhqlingue di ceppo indoeuropeo.
Al 2025, è parlata da 609,1 milioni di parlanti totalicite-ref-4[4].
Data la molteplicità di dialetti, è stato riconosciuto il primato al dialetto khari boli, parlato in un'area prossima a mwkqDelhi. Sulla base di questo dialetto, ha preso forma il cosiddetto mwkghindi standard, che è ciò che s'intende come hindi in senso stretto.
L'hindi è una delle 22 lingue ufficialmente riconosciute dall'allegato VIII della mwlaCostituzione dell'India,cite-ref-5[5] ed è, insieme all'mwmqinglese, una delle due lingue ufficiali del paese: la stessa costituzione indiana è scritta in inglese e in hindi.
È la quarta mwmwlingua più parlata come madrelingua al mondo, dopo il mwnacinese mandarino, l'mwnqinglese e lo mwngspagnolo.
Contents
• Storia
• Note
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Etimologia
La parola mwoghindī è un termine pre-islamico di origine mwowpersiana, e significa letteralmente "indiano", composta dal termine mwpahind "India", e dal suffisso aggettivale mwpq-ī. Questo termine veniva impiegato dai mercanti e ambasciatori persiani pre-islamici dell'India settentrionale in riferimento a qualunque lingua indiana. A partire dal mwpgXIII secolo, il termine "hindi" (con le sue varianti "hindavi" e "hindui") si iniziò a usare per distinguere la lingua parlata nella regione di mwpwDelhi.
Storia
Già intorno al 400 d.C. compare nelle opere del poeta mwrqKālidāsa il termine mwrgapabhraṃśa per indicare le lingue "corrotte" parlate nel nord dell'India - versioni dialettali del sanscrito che non rispettavano pienamente le sue regole grammaticali.
Il termine mwsaapabhraṃśa copre approssimativamente le lingue di transizione parlate nel nord dell'India fino al XIII secolo. Alcuni studiosi hanno applicato anche a queste lingue di transizione il termine "pracrito", per altri limitato a lingue più antiche e/o più meridionali.
La lingua mwsgapabhraṃśa ebbe una propria letteratura, il cui ultimo rappresentante di rilievo fu Raighu (mwtaXV secolo).
Nel frattempo (intorno al 1100), aveva preso forma, a partire dalla scrittura usata per il sanscrito, la scrittura mwtgdevanagari attualmente usata per l'hindi; mentre sul piano della lingua parlata era aumentata la differenziazione tra i vari dialetti, rendendo possibile distinguere l'hindi dal mwtwbengali e da altre lingue minori. Già nel mwuaXII secolo Chand Bardai aveva composto mwugPrithviraj Raso, un poema epico che è considerato una delle primissime opere della letteratura hindi (e non più genericamente mwuwapabhraṃśa).
Il nome di hindi per la nuova lingua non era peraltro consolidato. Si trovano i termini mwvqhindavi, mwvgindostano e mwvwurdu, oltre che mwwahindi, per indicare in vari luoghi e tempi specifiche forme locali o fasi evolutive della stessa lingua. Solo nel mwwqXX secolo si è arrivati a una definizione chiara del termine "hindi" (almeno nella forma standard).
Rapporti con l'urdu
L'hindi è largamente imparentato con l'mwxaurdu, che non solo ha la stessa origine, ma, nella sua versione standard, fa riferimento anch'esso allo stesso dialetto khari boli. La differenza più evidente riguarda la forma di scrittura, perché l'hindi fa uso della scrittura devanagari, mentre l'urdu usa una scrittura di origine mwxqaraba.
Per quanto riguarda il vocabolario, fermo restando che la base comune dell'hindi e dell'urdu è il sanscrito con forti influenze persiane, l'hindi ha subìto un processo di sanscritizzazione (ulteriore recupero di elementi sanscriti) mentre l'urdu ha subìto un processo di persianizzazione (ulteriore incorporazione di termini provenienti dal mwxwpersiano). Comunque, questi processi hanno avuto effetti circoscritti, in quanto coloro che parlano le due lingue possono comunicare fra loro con facilità.
Note
Fonti
cite-note-11. ↑ citereftreccani-hindimwzwmwaaHindī, in mwaqTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwagURL consultato il 6 gennaio 2024.
cite-note-22. ↑ citerefsapere-hindmwbgmwbwHindī, in mwcaSapere.it, mwcqDe Agostini. mwcgURL consultato il 6 gennaio 2024.
cite-note-33. ↑ mwdgmwdwLuciano Canepari, mweamweqhindi, in mwegmwewIl DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, mwfaISBNmwfq 88-08-09344-1.
cite-note-44. ↑ mwgg(mwgwmwhaEN) mwhqmwhgWhat are the top 200 most spoken languages?, su mwhwEthnologue, SIL International, 3 ottobre 2018. mwiaURL consultato il 5 giugno 2025.
cite-note-55. ↑ mwjamwjqGermano Franceschini e Francesco Misuraca, 2006,mwjg p. 16.
Bibliografia
• citerefgermano-franceschini-e-francesco-misuraca-2006Germano Franceschini e Francesco Misuraca, 1.11. Le lingue del diritto indiano, in India. Diritto commerciale, doganale e fiscale, Milano, Wolters Kluwer Italia, 2006, ISBN 88-217-2356-9.
• citerefgiorgio-milanetti-e-smiti-t-gupta-2008Giorgio Milanetti e Smiti T. Gupta, Corso di lingua hindi, Milano, Hoepli, 2008, ISBN 978-8820340674.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itHindī, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itHindī, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Hindi language, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Lingua hindī, su Open Library, Internet Archive.
• citerefethnologue(EN) Lingua hindī, su Ethnologue: Languages of the World, Ethnologue.
• mwpa(EN) Hindi dictionary, su Lexilogos, Xavier Nègre.